Un modello di sviluppo sostenibile

Pubblicato il 30 Mar 2013 in Biogas e News

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Di proprietà della Società Agricola F.lli Cassese, l’azienda agricola è la prima in Puglia ad essersi dotata di un moderno impianto di biogas.

Con una produzione di formaggi, uova, olio e vino di altissima qualità, la Masseria del Duca è in Puglia un’azienda agricola che si distingue per eccellenza produttiva e multifunzionalità. Una multifunzionalità cresciuta nel corso degli anni insieme all’azienda e insieme ad un forte spirito di innovazione che le ha consentito di trasformarsi e di trovare le giuste soluzioni ai problemi dettati dalla crisi dei mercati. Tra queste, la realizzazione di un impianto di biogas per la produzione di energie rinnovabili, ultima attività introdotta nell’azienda dei Fratelli Cassese, a Crispiano in provincia di Taranto. “La multifunzionalità è la caratteristica che più contraddistingue l’azienda, afferma Gianpaolo Cassese, amministratore della Società Agricola F.lli Cassese”. “La suddivisione dell’attività in diverse filiere, continua, ci ha fatto capire prima degli altri che questa crisi dei mercati era una cosa seria e non un momento di difficoltà passeggera. Abbiamo visto, infatti, il rallentamento contemporaneo di tutti i settori, situazione abbastanza insolita per un’azienda fondata sulla multifunzionalità come la nostra, dove la diversificazione, nel passato, ha sempre permesso di colmare le lacune di un’attività in calo con l’incremento delle altre attività. Di fronte a questa situazione abbiamo capito che le alternative erano due: o chiudere l’azienda o trovare qualcosa di innovativo”.

La soluzione energetica
E’ così che, nella ricerca dell’innovazione, l’azienda F.lli Cassese ha pensato di affacciarsi al settore delle energie rinnovabili, attraverso la realizzazione di un innovativo impianto di biogas. “Entrando nel campo energetico ci ha permesso di risolvere più problemi con un’unica soluzione, afferma Gianpaolo. La presenza di così tante filiere nell’attività aziendale, oltre ai prodotti delle stesse procura, infatti, tanti sottoprodotti da smaltire. Così abbiamo capito che i sottoprodotti stessi, da problema, potevano diventare una risorsa”. “Con la realizzazione dell’impianto di biogas, continua Gianpaolo, di fatto abbiamo azzerato tutta la produzione degli scarti. Il biogas viene prodotto, infatti, a partire da tutti i sottoprodotti delle filiere: liquami, letame, pollina, siero proveniente dalla lavorazione dei formaggi, acqua di vegetazione e sansa delle olive.”

Impatto zero sull’ambiente
Quello della Società Agricola F.lli Cassese è il primo e per ora unico impianto di biogas da matrice agricola in Puglia, rendendo la Masseria del Duca la prima azienda a impatto zero della regione. Tutti gli scarti delle lavorazioni, infatti, vengono trasformati in biogas che alimenta un cogeneratore in grado di produrre energia elettrica senza inquinare anzi, trasformando rifiuti in energia. Un bel risultato costato enormi sacrifici all’azienda, che ha permesso di diversificare ancor di più le produzioni, ma soprattutto di ridurre drasticamente l’impatto ambientale, salvaguardando un territorio di straordinaria bellezza e permettendo di ottenere prodotti non soltanto genuini, ma anche sostenibili ed eco-compatibili. “Il nostro modello, spiega Gianpaolo, sfrutta al 100% i sottoprodotti. Il residuo ultimo della fermentazione, il digestato, non è altro che un fertilizzante da utilizzare per le coltivazioni biologiche. Tutto il materiale prodotto nel processo non produce ulteriori scarti”. “La nostra idea è scaturita dall’amore per l’ambiente – aggiunge Gianpaolo. La nostra masseria, tra l’altro, è parte della “Green Road” tarantina, che da Massafra giunge sino al mare. Noi crediamo fortemente nelle innovazioni che creano reddito e tutelano l’ambiente”. L’impianto dell’Azienda F.lli Cassese, da 250 kilowatt, è provvisto di due “digestori” che, attraverso una fermentazione naturale, producono biogas. Quest’ultimo alimenta un cogeneratore per la produzione di energia elettrica e termica. “Abbiamo lavorato in tandem con un’azienda leader del settore, integrando le tecnologie con soluzioni personalizzate, riferisce Gianpaolo. Abbiamo interrato totalmente i digestori. in modo tale da eliminare qualsiasi impatto, compreso quello estetico, considerando anche che nella Masseria sono presenti oltre 40mila olivi secolari che rappresentano un importante patrimonio paesaggistico”. Un altro accorgimento adottato è la coibentazione interna in poliuretano per eliminare il delta termico e sfruttare l’impianto anche per produrre energia termica. In tal modo il sistema riesce a produrre anche acqua calda per alimentare anche i servizi dell’azienda agricola e della nascente azienda agrituristica della Masseria.

Ostacoli e soddisfazioni
Non è stato per niente facile, per la famiglia Cassese, in particolare per Gianpaolo che gestisce in prima persona la masseria, arrivare ad un risultato così rilevante. Soprattutto per i numerosi ostacoli, superati a fatica, disseminati sulla strada che ha portato all’introduzione di questa innovazione tecnologica sul territorio tarantino. L’impianto ha richiesto un investimento importante, che è stato possibile anche grazie all’intervento di alcuni istituti di credito. Il tempo impiegato per costruirlo è stato di circa un anno. Dodici mesi durante i quali uno dei problemi di più difficile risoluzione è stato il superamento dell’affollamento virtuale (delle imprese che hanno richiesto, anche in tempi remoti, una connessione per i più disparati motivi) delle linee elettriche. Ma tutto è bene quel che finisce bene. Da un punto di vista economico, il biogas dà un apporto notevole alla redditività dell’azienda e, con l’ampliamento dell’impianto allo studio, si candida a divenire il core business aziendale.

Integrazione delle attività
Secondo Gianpaolo agricoltura ed energia non necessariamente sono due cose che si muovono in modo separato e autonomo. “I prodotti agricoli, riferisce Gianpaolo, non sempre riescono a gratificare da un punto di vista economico, anche se l’eccellenza delle nostre produzioni sta portando ad una diffusione sempre più internazionale. La produzione di energia ci permette di poter contare su un apporto economico stabile e sicuro nel tempo potendo così programmare in maniera diversa i nostri investimenti futuri. Questo l’agricoltura da sola non lo consente”. “Secondo noi, conclude, l’agricoltore deve continuare a fare l’agricoltore, ma quando l’azienda agricola ha le giuste caratteristiche è giusto allargare l’attività al settore energetico, che può diventare una risorsa sia per l’azienda che per il territorio. Non dimentichiamo, infatti, che produrre biogas, a differenza delle altre produzioni energetiche, permette di lasciare le risorse sul territorio e di fare crescere tutto l’indotto”.

Articolo estratto dall’ultimo numero di “Biogas Informa”, più importante rivista nazionale del settore, consultabile integralmente nella sezione Rassegna stampa di questo sito


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